Nepi: la guida alla scoperta dell'antico borgo etrusco nei pressi di Roma

Mappa di Nepi e del centro storico

Nepi, il borgo che ospita il ristorante Osteria del Seminario, è una meta ideale per una gita fuori porta vicino a Roma.  Conosciuta per il suo centro storico medievale, le cascate e la sua posizione nella Tuscia, offre molte attrazioni per i turisti.

Origini e storia di Nepi

Nepi è un comune di origini etrusche della provincia di Viterbo che conta circa 10 mila abitanti. Infatti, il suo nome deriva dalla parola etrusca Nepa ossia acqua e non è un caso che il borgo sia conosciuto universalmente come la città delle acque (oggi tutti conoscono l’acqua minerale che porta il suo nome).

È tra i paesi più antichi dell’Agro Falisco ed è posizionato su una piccola collinetta tufacea circondata da numerosi torrenti e sorgenti d’acqua a poca distanza da Roma.

La leggenda narra che la fondazione della città si ebbe grazie al mitico Termo Larte 458 anni prima di Roma, anche se sono stati rinvenuti vari reperti archeologici che indicano la presenza di insediamenti ancora più antichi. Il borgo è citato per la prima volta in un documento di T. Livio, in cui si evince che nel 383 a.C. Nepi è alleata con Roma. Anche se il tessuto urbano ha subito vari mutamenti nel tempo, il centro storico conserva ancora oggi un notevole patrimonio artistico fatto di chiese, palazzi, torri medievali e cinte murarie.

IL CENTRO STORICO DI NEPI

Il centro storico di Nepi è una meta imperdibile per chi visita il borgo. Le strade medievali strette e acciottolate, l’acquedotto e i monumenti storici come la Rocca dei Borgia, il palazzo comunale, la Basilica di Santa Maria Assunta, la Chiesa di San Tolomeo, la Chiesa di San Pietro Apostolo, e molte altre chiese che sorgono nel centro storico del Paese.  La cultura del borgo offre un’esperienza unica e immersiva nella storia e nella tradizione del luogo.

Il centro storico di Nepi è ricco di monumenti e strutture architettoniche di grande spessore realizzate da importanti personaggi tra cui indubbiamente spicca la Rocca dei Borgia conosciuta anche come il Forte dei Borgia. È stato donato alla cittadinanza nell’anno 1962 dalla famiglia Sili che ne era proprietaria. All’epoca si presentava in una veste quanto mai fatiscente per cui si è reso necessario un intervento di ristrutturazione grazie al quale oggi si può apprezzare una struttura davvero affascinante e ricca di elementi che raccontano della storia della cittadina. Infatti, il nucleo originale si poggia su delle fondamenta che sono state realizzate in epoca romana. Il piano di calpestio che oggi è praticamente a cielo aperto, presenta in diverse zone i resti di basolato ossia l’antico percorso della via Amerina che permetteva il collegamento tra Roma e Ravenna. Sono ancora visibili la torre trapezoidale costruita tra la metà del XII secolo e quella del XIII secolo. Nel corso dei secoli sono stati effettuati diversi interventi e modifiche e soprattutto nell’anno 1499 vennero completati dei lavori per rendere la rocca adeguata ad ospitare Lucrezia Borgia che per quasi dieci anni divenne governatrice della cittadina. Ci sono poi elementi che raccontano di altre dominazioni come quello della famiglia Farnese con i bastioni farnesiani e la presenza di stemmi di rara bellezza.

Il Palazzo Comunale è stato realizzato nel 1542 da Antonio da Sangallo il giovane ma terminato ben due secoli più tardi ed in particolare nel 1744 grazie all’intervento di Michele Locatelli. La sua facciata è stata arricchita con una serie di decorazioni, tra cui la fontana disegnata dall’architetto Filippo Barigioni, lo stesso che ha realizzato l’Acquedotto Romano mentre la scultura è frutto del lavoro di Francesco Pincellotti. La fontana prevede una torretta dalla quale esce l’acqua con ai lati due mascheroni con sembianze di sileni per riprodurre un po’ quello che era l’antico simbolo della cittadina ossia la torre cinta dal serpente. All’interno del palazzo ci sono numerose sale di prestigio e tanti affreschi e decorazioni realizzate da importanti pittori della scuola romana come Domenico Torti e Ludovico De Mauro.

Il Museo Civico di Nepi è stato realizzato nel corso degli anni ’80 come vero e proprio deposito per i beni culturali reperiti sul territorio cittadino. L’amministrazione comunale all’epoca decise di utilizzare questa struttura per conservare al suo interno i tanti materiali archeologici che potevano andare persi o peggio ancora trafugati. Dal 2003 è stato portato avanti un progetto scientifico di allestimento grazie alla collaborazione tra la direzione del museo, la Soprintendenza archeologica e il Comune di Nepi per effettuare dei lavori di riqualificazione e ampliamento dei locali del palazzo adiacente al Palazzo Comunale. Oggi è possibile godere di un percorso storico e culturale per apprezzare molte delle opere d’arte che fanno riferimento alla storia di Nepi e della Tuscia.

Per info e orari è possibile visitare il sito web del museo. 

L’edificio religioso più importante presente sul territorio di Nepi è il duomo di Santa Maria Assunta. La chiesa è stata costruita sopra un vecchio tempio pagano e nel corso dei secoli è stata oggetto di diverse modifiche e ristrutturazioni. Non si sa con certezza il periodo in cui è stato realizzato nell’attuale forma ma ci sono alcune citazioni risalenti al quinto secolo che fanno per l’appunto riferimento a un vescovo del territorio e quindi alla stessa chiesa. Da sottolineare che l’attuale struttura è stata in gran parte realizzata nel XII secolo anche se sono stati rinvenuti alcuni elementi architettonici che, secondo gli esperti, dovrebbero essere dell’VIII e IX secolo. Tra le parti più significative c’è la cripta realizzata in forma rettangolare e suddivisa in nove piccole navate separate da 24 colonne. Lo stile architettonico è in parte rinascimentale, soprattutto per quanto riguarda l’esterno, e barocco per la zona interna. Il portico è risalente al XV secolo e tra le bellezze da rimarcare c’è il campanile costruito per riprendere un’antica torre campanaria e alcuni affreschi straordinari come la volta della navata principale che ricorda l’incoronazione di Maria.

Tra le chiese più caratteristiche e amate dalla popolazione c’è quella di San Pietro Apostolo che si trova nell’omonima via in una traversa della principale strada di Nepi. La sua costruzione è stata avviata nel 1755 per poi essere terminata in 23 anni con elementi riconducibili allo stile tardo barocco. In realtà la chiesa era già esistente in questa parte della cittadina perché risalente al XIII secolo per poi venire restaurata nel 1465. La facciata è abbastanza semplice anche se prevista in due ordini architettonici per ovviare al problema dei due palazzi che si trovano ai fianchi quasi soffocando la chiesa. La pianta è ellittica e c’è una grande cupola che domina i quattro altari laterali e il presbitero. Appena si entra nella chiesa ci si ritrova con la fonte battesimale e due piccole cappelle in una delle quali c’è una statua della Pietà.

La chiesa è aperta durante le principali ricorrenze religiose

La chiesa di Santa Croce è tra le più antiche presenti a Nepi perché la sua struttura originaria risale al X secolo e si presenta con una pianta a croce greca. Tuttavia, di questo primo edificio è rimasto ben poco perché sono stati effettuati ulteriori lavori durante il XII secolo con la costruzione di due cappelle laterali. Tra l’altro, nel XV secolo si decise di affiancare alla chiesa un ospedale che veniva gestito proprio dalla Confraternita della disciplina poi diventata del Gonfalone. Purtroppo questo meraviglioso complesso nel corso dei secoli è stato oggetto di abbandono e oggi si presenta in uno stato per nulla ottimale e attualmente è chiusa al pubblico.

La realizzazione della chiesa dedicata al culto di San Tolomeo è stata avviata nell’anno 1543 con un progetto realizzato da Antonio da Sangallo il giovane e con l’obiettivo di creare un luogo religioso dove accogliere le reliquie dei Santi Martiri che erano state trovate all’interno delle catacombe di Santa Savinilla. I lavori andarono avanti a rilento per diverse vicissitudini e soprattutto perché il principale committente ossia Pierluigi Farnese, lasciò la cittadina e morì Papa Paolo III. Circa 40 anni dopo e in particolare nel 1588, i lavori vennero ripresi con altri professionisti che se ne occuparono permettendo di creare una straordinaria struttura che poi nel 1892 venne arricchita con l’aggiunta della volta a botte della navata. Nella chiesa ci sono altari realizzati in legno e risalenti ai primi anni del Seicento e altre straordinarie opere d’arte, tra cui quadri raffiguranti la Madonna del Rosario e non solo. La chiesa è aperta su richiesta.

La chiesa di San Silvestro risale al XV secolo ma l’attuale forma è dovuta ad interventi di riparazione svolti nel corso del XVII secolo. Durante questi lavori venne effettuato un ampliamento e una serie di spostamenti, tra cui l’ingresso attualmente posizionato sul lato nord. La chiesa venne costruita soprattutto per volontà dei monaci benedettini silvestrini e al suo interno si possono apprezzare alcuni elementi di qualità tra cui l’affresco raffigurante La crocifissione e L’Antica campana. La chiesa è aperta durante le ricorrenze religiose.

Impossibile non dare uno sguardo alla meravigliosa chiesa dedicata al culto di San Vito e San Modesto. Le sue origini sono antichissime ed è apprezzata soprattutto per la presenza di straordinari affreschi che ancora oggi si possono visionare sulle pareti, tra cui quello raffigurante San Luca Evangelista e quello con la Madonna insieme al bambino e i santi Vito e Modesto.

La chiesa è aperta su richiesta per visite guidate.

LE CASCATE DI NEPI

Visitare Nepi significa non solo godere di tanti edifici storici nonché di siti archeologici ma anche poter apprezzare la bellezza della natura come nel caso della cascata dei Cavaterra.

La Cascata dei Cavaterra si può ammirare a pochi passi dalla Rocca dei Borgia che insieme ad altri edifici antichi situati nei pressi della cascata, crea uno degli scenari più belli di questa parte della Tuscia. Non è possibile visitarla da vicino, poiché non esiste un sentiero che raggiunge la base ma in alcuni punti del centro storico di Nepi è possibile ammirarla e fotografarla. 

Nepi presenta altre sorgenti d’acque e cascate come le cascate del Picchio ma sono difficilmente raggiungibili, il percorso per arrivarci è impervio e avventuroso.

Catacombe di Santa Savinilla

Le catacombe sono delle aree funerarie cristiane che vennero utilizzate a Roma e nelle zone limitrofi a partire dal secondo secolo dopo Cristo. Le catacombe di Santa Savinilla sono tra le più famose e straordinarie per lunghezza e per le loro caratteristiche: sono delle vere e proprie gallerie scavate nel sottosuolo il cui accesso avviene all’interno della chiesa di San Bartolomeo alle Sante Grotte. Questa struttura si sviluppa attraverso tre gallerie principali e un numero spropositato di ramificazioni. Le catacombe vengono considerate dei monumenti a tutti gli effetti anche perché racchiudono la storia di personaggi che hanno caratterizzato le vicende cristiane come nel caso di Santa Savinilla. Secondo la tradizione, la santa ha avuto il merito di raccogliere i corpi dei santi Tolomeo e Romano e di seppellirli in una cripta scavata nella sua proprietà privata.

cosa vedere nei dintorni di Nepi

I dintorni di Nepi e più in generale la Tuscia offrono ai visitatori tantissimi spunti interessanti per godere di un soggiorno all’insegna di arte, storia e bellezza paesaggistica.

A due passi da Nepi è possibile visitare Castel Sant’Elia e il suo bellissimo Santuario della Santissima Maria ad Rupes.

Questo luogo di culto è molto antico ed è situato sulla strada che collega Nepi a Civita Castellana. Il santuario è famoso per le sue meravigliose grotte naturali, che sono state modificate e adattate per ospitare una chiesa. Al suo interno si trova una statua della Vergine Maria, che è venerata da molti fedeli. Il santuario è aperto tutti i giorni e si possono organizzare visite guidate.

Civita Castellana, situata a circa 15 chilometri da Nepi, è una città medievale che offre molti siti interessanti da visitare.

Dove mangiare a Nepi

Scegliere Nepi per una gita alla scoperta della storia e della cultura significa poter apprezzare una proposta culinaria ricca e caratterizzata da materie prime di qualità.

L’Osteria del Seminario offre una vasta scelta di piatti tipici della Sardegna, preparati in abbinamento con materie prime a km 0 della Tuscia come la cipolla nepesina, la carne, i formaggi e i salumi locali, per assaporare sapori autentici e unici preparati con passione dalla nostra Chef Sandra Uras e completare la vostra esperienza a Nepi.

CUCINA CREATIVA A NEPI

Non perdete l’occasione di scoprire l’Osteria del Seminario e la cucina della chef Sandra Uras. Venite a visitarci nel nostro ristorante a Nepi (VT),  a due passi da Roma, per un’esperienza culinaria indimenticabile! Cosa aspetti? Scopri il menu del ristorante e prenota un tavolo!
My Agile Privacy
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy